Ricerca · Parte 5 · SudoWAI Livorno

Quanto conviene fidarsi dell'intelligenza artificiale?

Riflessioni di chi la costruisce — in locale. Niente allarmismo: domande oneste.

Da dove siamo partiti

Non siamo arrivati all'AI per moda, ma per necessità, dopo un attacco informatico subìto in prima persona. Da lì una scelta: non subire, ma capire. E capendola, invece di affittarla, l'abbiamo costruita in casa — modelli in locale, dati che non escono. Poi la cosa che quasi nessuno fa: misurare e pubblicare tutto, anche i fallimenti.

Quanti benchmark sono fasulli?

Molti — e ci siamo cascati anche noi: il nostro primo test dava a tutti il massimo dei voti. Misuravamo la forma, non la sostanza. E le classifiche che girano premiano la dimensione perché fa notizia. Quando abbiamo corretto il metodo, il quadro si è ribaltato: un 14B ha battuto modelli quasi doppi. Diffidate di ogni classifica che non vi mostra come ha misurato.

Le AI "pensano" o ripetono?

Chiedendo di formare una "squadra vincente", quasi tutte hanno scelto i più grossi — lo stesso pregiudizio che i numeri smentiscono. Quando un'AI risponde così, lo "pensa" o ripete quello che ha letto? Quasi sempre la seconda: non capisce, imita. (Nel tranello dell'autolavaggio, 41 modelli su 44 hanno perso di vista lo scopo.)

Quanto vale affidarsi al cloud altrui?

Non è una crociata: è prudenza. Usate l'AI sapendo cosa usate. Distinguete i numeri veri dal marketing, e dove potete tenetela in casa: uno strumento contenuto che controllate rende spesso più di un gigante che non controllate.

È quello che facciamo con SmartShop: non "il modello più grande", ma un sistema che sceglie lo strumento giusto per ogni compito, in locale. La vera potenza non è la dimensione. È riprendersi il controllo — il senso del nome SudoWAI.

Dati e codice: github.com/alessiom18/local-llm-benchmark · SudoWAI — Livorno.